“Il Pilota E La Cameriera” di Filippo Gatti, meraviglia pura

Uno dei dischi di musica italiana a cui mi sono più affezionato negli ultimi anni è sicuramente “Il Pilota E La Cameriera” di Filippo Gatti. Trovo sia un disco incantevole, curatissimo in ogni dettaglio. Mi piace molto il modo in cui Filippo l’ha arrangiato e prodotto. Credo che un disco del genere riesca a fotografare alla perfezione quello che è il sound attuale di un artista strepitoso, partito dal rock e dalla wave nella metà degli anni Novanta con gli Elettrojoyce e arrivato pian piano ad accostarsi al mondo del cantautorato. Non che l’impronta cantautoriale fosse assente nel precedente e bellissimo “Tutto Sta Per Cambiare” del 2003, ma ne “Il Pilota E La Cameriera” c’è la perfetta fusione tra sonorità acustiche e testi meravigliosi, divisi tra momenti di profondo intimismo e altri di sapiente riflessione sullo sbandamento totale della società odierna.
Un ulteriore aspetto che fin da subito ho apprezzato tantissimo è che “Il Pilota E La Cameriera” contenga soltanto otto brani. Ecco, questo dettaglio non deve essere sottovalutato, specialmente in un’epoca in cui si sfornato dischi pieni di tracce inutili e piatte per minuti e minuti di pura inutilità. E invece Filippo è uno che ignora totalmente prassi di questo tipo. D’altronde che senso ha riempire di canzoni un album? Meglio inserirci solo il meglio, no? A mio avviso è così, peccato che non tutti la pensino in tal modo. Lui va direttamente oltre.

Filippo GattiMi fanno ridere questi “cantanti” che dopo decenni di attività tornano sulle scene con degli album vuoti e stucchevoli, stracarichi di materiale pessimo purché suonato in maniera perfetta grazie all’aiuto di turnisti eccezionali. Fortuna vuole che nel mondo della musica italiana ci siano ancora artisti veri e sensibili come Filippo, uno che se n’è sempre infischiato delle tristi logiche del mercato. Ha lasciato passare ben nove anni tra il primo e il secondo album solista, ma bisogna dire che l’attesa degli ammiratori è stata ripagata alla grande.
Sembra che a breve “Il Pilota E La Cameriera” avrà un ideale seguito, e io onestamente ci spero tanto. Sono curioso di sentire altro materiale originale scritto di recente da Filippo, compositore di rara eleganza che meriterebbe molta più visibilità. Vediamo come andrà a finire. So che le registrazioni del disco sono a buon punto, e chissà che questo nuovo disco non possa uscire in autunno.
Nel frattempo riascolto con grande piacere dall’inizio alla fine un album incantevole come “Il Pilota E La Cameriera”, lp che si apre con un brano magico quale Country Song. Già, Country Song. Uno di quei pezzi ideali per il risveglio mattutino. Una canzone semplicemente perfetta per un lungo viaggio in macchina con la strada illuminata dal sole. Un viaggio di piacere, non di lavoro. Magari fuori città. Magari verso il mare.

Alessandro

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