• “Hope That You’ll Stay” (Xavier Rudd)

    Sto scrivendo poco ultimamente. Per quanto cerchi di tenere vivo il più possibile questo blog, mi riesce sempre difficile postare cose nuove con continuità, a maggior ragione in queste settimane intensissime a livello lavorativo. Ho diverse situazioni in ballo e mi auguro di poterne parlare in maniera ufficiale a breve. In tutto ciò la mia vita privata è stata meravigliosamente travolta da una persona a cui devo già tantissimo e che spero di avere a lungo al mio fianco. Tempo ...

  • “Spies” (Coldplay)

    Non sono un grande estimatore dei Coldplay. Credo anzi che abbiano ottenuto un po' troppo in termini di successo per quelle che sono le qualità individuali dei componenti della band e, soprattutto, per i dischi rilasciati dagli esordi a oggi. Ho provato a sentire gli album che vanno da "Mylo Xyloto" in poi: sono sincero, produzioni davvero mediocri. Sopravvalutati inoltre "X&Y" e il successivo "Viva la Vida or Death and All His Friends". Per me Chris Martin e soci hanno ...

  • “May You Never” (John Martyn)

    Ho sentito per una vita May You Never cantata da Eric Clapton nella convinzione più totale che fosse un suo pezzo. Completamente fuori strada. Perché questo brano incantevole, racchiuso nel disco "Slowhand" del 1977, è una cover. L'autore di May You Never è infatti il grande John Martyn, songwriter scozzese morto nel 2009. La musica di John Martyn la conosco da diversi anni, eppure non ho mai consultato integralmente la sua discografia. Altro grave errore. Se solo avessi ascoltato dall'inizio ...

  • “Mal di te” (Pino Daniele)

    Non sono sicurissimo, ma credo di aver già scritto su questo blog di amare molto l'album "Che Dio ti benedica" di Pino Daniele. Di tutte le produzioni realizzate negli anni Novanta, è quella che più adoro insieme a "Non calpestare i fiori nel deserto". Quel disco, "Non calpestare", segna un cambio di rotta importante nella carriera del grande Pino: parliamo di un lavoro sì contaminato e particolare, ma anche ricco di brani pop. Un disco promosso anche in un modo ...

  • “Cara” (Lucio Dalla)

    Prima o poi arriva il momento in cui un appassionato di musica, avvicinandosi all'opera di Lucio Dalla, si confronta con quella triade micidiale di cd rilasciati nel 1977, nel 1979 e nel 1980. "Com'è Profondo Il Mare", "Lucio Dalla" e "Dalla". Dischi grandiosi, che hanno avuto un successo enorme e meritato. In quel periodo l'artista bolognese era in un vero stato di grazia e basta dare un'occhiata alle scalette dei tre cd per comprenderne la bellezza e la qualità. Non ...

  • “Box Of Rain” (Grateful Dead)

    Ispirata, intensa, irresistibilmente dolce, arrangiata in maniera favolosa. Box Of Rain non è soltanto uno dei pezzi che più amo, ma è tra le mie canzoni preferite di sempre. Fa parte di un disco eccellente quale "American Beauty", fonde alla perfezione le sonorità country e folk rock degli anni Settanta. Inoltre è l'esempio più chiaro del sound elaborato dai mitici Grateful in quel periodo di gloria. Ascoltare tutte quelle splendide chitarre, soffermarmi sulle deliziose melodie messe a punto dalla band, è ...