“Lions” di William Fitzsimmons, un disco di rara bellezza

“Lions” di William Fitzsimmons è uno dei dischi di musica internazionale che ascolto più spesso. Quando sono a casa e cerco qualcosa di rilassante da diffondere nell’aria, finisco quasi sempre per sfilarlo dal mucchio di cd che ho in camera per poi inserirlo nello stereo: un gesto spontaneo e assolutamente naturale.
Confesso di avere un debole per il suono caldo e pulito di tutti gli splendidi brani in scaletta, ispirati, curati nel dettaglio e arrangiati con una maestria incredibile, quasi sconvolgente.
Per quanto nella discografia di questo artista ci siano autentici gioielli quali “Goodnight” e “The Sparrow and the Crow”, “Lions” riesce sempre a commuovermi. Le sue atmosfere quiete sono un qualcosa di irresistibile: è il disco perfetto per staccare la spina dopo una giornata movimentata.
Vengo puntualmente folgorato dalla dolcezza degli arpeggi di chitarra acustica e dalle sue melodie pure, sussurrate da una voce inconfondibile.
Una produzione di spessore, anche se piuttosto essenziale. Chi ama un certo tipo di folk americano deve necessariamente accostarsi a questo lavoro per comprendere la classe che lo pervade.
Un disco davvero sontuoso, di quelli che viene naturale sentire e risentire per apprezzare ogni singola sfumatura.
Un’opera incantevole, che a dodici anni dalla sua uscita appare ancora oggi impeccabile e moderna (all’epoca, almeno in Italia, la critica non lo esaltò a dovere).
Non ho molto altro da aggiungere. Ogni osservazione mi risulta superflua.
Posso soltanto consigliarlo dal profondo del cuore. La musica di qualità merita spazio e attenzione.

Alessandro

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