Preoccupato per le sorti della Viola

Posso solo vagamente immaginare cosa stiano passando in questi mesi i tifosi della Fiorentina. Una squadra tanto gloriosa, con una storia importante alle spalle, che rischia seriamente di retrocedere. Nell’anno del centenario, per di più. E da poco orfana di un presidente raggiante e generoso come Rocco Commisso, scomparso di recente dopo una lunga malattia.
Mi spiace tanto, soprattutto per quanto fatto dalla Viola negli ultimi vent’anni, in pratica dopo il terribile fallimento del 2002, che comportò una ripartenza assai difficile dalla Serie C2.
Da lì in avanti il popolo viola ha assistito a grandi annate, soprattutto nel periodo con Cesare Prandelli in panchina: nessun trofeo, ma tante stagioni piene di soddisfazioni, con partite memorabili, serate da brividi e un calcio di qualità grazie a giocatori validi e ideali per una piazza esigente, ma al contempo calda e affettuosa, come quella di Firenze.
La scorsa stagione, con Raffaele Palladino a ricoprire il ruolo di allenatore, un percorso splendido in campionato, che soprattutto nei primi mesi aveva visto il club toscano stazionare costantemente nei piani alti della classifica.
Poi, a fine anno, il passo indietro improvviso di Palladino, che in pochi mesi aveva costruito tanto e bene. Per quanto il ritorno in panchina di Stefano Pioli potesse far ben sperare, l’inizio di stagione è stato più difficile che mai, per non dire disastroso.
Da un po’ di mesi a questa parte Paolo Vanoli sta facendo il possibile per garantire la permanenza in A del club. Non è semplice, soprattutto in un campionato estremamente competitivo come il nostro, dove nessuna partita è mai scontata e dove si può capitolare con chiunque (la Roma, in questo senso, ne ha dato ampia dimostrazione, finendo al tappeto contro Torino, Cagliari e Udinese).
Difficile dire se Vanoli sia l’uomo giusto per consentire alla Fiorentina di salvarsi. Certamente conosce bene l’ambiente e sa cosa poter tirare fuori dai suoi ragazzi.
Il mercato di riparazione ha portato qualche buon giocatore, ma la strada è ancora lunga. In più, quando non si è abituati a lottare per non retrocedere, tutto si complica. Si rischia di essere trascinati in un vortice, la tensione e la pausa possono giocare brutti scherzi.
Mancano ancora un po’ di partite, ma i punti vanno fatti in fretta. Bisognerebbe superare i quaranta il prima possibile.
Al di là della mia fede calcistica, da semplice appassionato di pallone spero vivamente che la Fiorentina possa riuscire a salvarsi e a tornare ad essere una grande squadra già a partire dalla prossima stagione. Per il presidente Commisso, ovviamente. E per la sua gente.

Alessandro

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