
Poco prima di Natale mi sono procurato una copia in vinile di “Total Reverends”, album d’esordio dell’omonimo duo formato dal cantante e chitarrista partenopeo Francesco Forni e dal batterista pugliese Piero Monterisi. Un lavoro magistrale, composto da dieci strepitose tracce.
Per chi ama il rock blues vecchio stile, ruvido e intenso, fatto di potenza ed energia, un disco del genere è di certo indispensabile. Vale davvero la pena ascoltarlo per apprezzarne il sound e gli arrangiamenti: un livello altissimo, e non lo dico soltanto per la stima che nutro nei confronti dei due membri della band, musicisti tanto esperti quanto talentuosi. C’è una qualità tangibile che, di questi tempi, non è per nulla scontata.
È un disco pieno di collaborazioni e fatto con il cuore. Da Roberto Dell’Era a Ilaria Graziano, da Matteo Pezzolet a Roberto Angelini, passando per Diana Tejera, Barbara Eramo, Tommaso Di Giulio: una quantità sorprendente di ospiti, utili per arricchire di pregevoli sfumature (e per rendere più “corale”) un lavoro davvero valido, fatto di ottime canzoni che grazie a un’evidente immediatezza rimangono impresse nella mente.
I grandi riff di chitarra elettrica e le liriche impeccabili di Forni, il tocco magico e deciso di Monterisi alla batteria: una miscela perfetta, capace di generare momenti di grande musica. All’interno di “Total Reverends”, pubblicato nel mese di ottobre, è possibile scorgere tracce di Jimi Hendrix e Stevie Ray Vaughan, ma anche elementi che rimandano ai Black Keys e ai Queens of the Stone Age. Davvero un bel mix di atmosfere che rendono l’album volutamente rétro, anche se “Total Reverends” appare comunque moderno in termini di stile e di costruzione dei brani.
Davvero un gran bel sentire. Posso dire che da più di due mesi non ascolto altro, almeno quando sono in casa e decido di accendere il mio adorato giradischi in soggiorno.
Alessandro
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