La morte di Glen Hansard

Nella mia prima estate da padre ho appreso con assoluta incredulità la notizia della scomparsa di Glen Hansard. Un autentico fulmine a ciel sereno, qualcosa di sconvolgente e inaccettabile.
Un incidente in moto nelle vicinanze di Dublino, la sua città natale, ha provocato la morte di un artista straordinario, un musicista di talento, sempre pronto a rimettersi in gioco e dotato di una capacità innata: confezionare canzoni sublimi, intense, belle da togliere il fiato. Canzoni forti e potenti, di classe, di qualità.
Prima l’ascesa con i Frames, poi l’esperienza più intimista con il progetto The Swell Season. Infine, l’avvio di una carriera solista a dir poco esaltante, fatta di dischi sontuosi e di tour travolgenti: dai primi anni Novanta in poi, Glen Hansard non ha fatto altro che deliziare i suoi ammiratori grazie a un’ispirazione e a una concretezza da far invidia.
Rock, soul, folk, blues: questi alcuni dei generi che hanno arricchito la sua musica,
energica negli episodi prettamente “elettrici” e ammaliante quando questo artista sceglieva di rallentare i ritmi per mostrare la sua profonda sensibilità.
Negli ultimi dieci anni ho ascoltato costantemente la musica di Glen Hansard, ponendo attenzione soprattutto al suo percorso da cantautore, iniziato nel 2012 con lo splendido disco d’esordio intitolato “Rhythm and Repose”.
Se degli Swell Season sono riuscito a procurarmi tutti e tre i dischi pubblicati nel tempo, mi riprometto di fare lo stesso per quanto riguarda l’intera opera dei Frames, band sensazionale per quel poco che ho avuto modo di sentire in passato.
Avverto la necessità di capire in fondo tutti i loro album in studio. Qualcosa mi dice che ne varrà la pena.
Pensare che in futuro non ci saranno più nuove canzoni di Glen Hansard mi intristisce molto. Stesso discorso per i concerti: lì non faceva altro che superarsi, cambiando spesso formazione per creare un suono in grado di soddisfare le sue esigenze e di rappresentare al meglio ogni nuova pubblicazione discografica.
Si può dire che il mondo della musica abbia perso un vero e proprio punto di riferimento, un autore versatile e brillante, umile e coerente. A meno di due mesi dalla tragedia, fatico ancora ad accettare il fatto che Glen non sia più tra noi.

Alessandro

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