Un viaggio nel viaggio

Lunedì la mia vita è cambiata una volta per tutte. Spiegare a parole il senso di gioia e di fierezza che dà la paternità è assai difficile. Si rischia di cadere nel banale, di apparire scontati.
Posso soltanto dire che la nascita di mio figlio Valerio sta portando una felicità enorme, travolgente, a tratti incontrollabile. Una ventata di meraviglioso ottimismo. Mai, prima d’ora, mi ero sentito così entusiasta e pieno di vita.
Vedere questo piccolo bimbo per casa che piange, dorme e si nutre aggrappato al seno di sua madre mi infonde un senso di totale pacificazione: i suoi occhi mi trafiggono, i suoi gesti istintivi mi commuovono. È un’esperienza assurda, pazzesca: un vero e proprio viaggio nel viaggio, che è la vita di noi tutti. Un qualcosa che mi sento di augurare a chiunque, perché in fin dei conti, quando nasce un figlio, comincia una nuova vita. Comincia la seconda vita.
Non so cosa aspettarmi per il futuro. Di certo la presenza di mio figlio mi dà tante motivazioni. Anche se dormo sempre meno, anche se gestisco ancora la situazione con qualche incertezza, mi sento pieno di quella forza che mi permette di guardare al domani con fiducia e, soprattutto, con altri occhi.
Non mi spaventa più nulla. Sono carico e volenteroso, intenzionato a sporgermi un po’ più in là e a godermi lo spettacolo. Sono pronto a proteggere mio figlio, a pormi come guida.
Per me e per mia moglie è un momento magico. Non posso fare altro che sperare che tutto questo duri il più a lungo possibile.
Mi fermo qui perché l’euforia di questi giorni è talmente elevata da faticare a trovare la giusta lucidità.
Tornerò a parlare di questa esperienza.
Intanto auguro buona vita a Valerio con tutto il mio cuore.
Benvenuto, amore mio.

Alessandro

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