Mi sconvolge il pensiero che siano passati più di vent’anni dall’uscita di Sono qui per questo del grande Max De Angelis. Un pezzo straordinario, perfetto esempio di pop di alta qualità perché in grado di fondere eleganza e modernità.
Quando lui presentò la canzone al Festival di Sanremo del 2005, per poi includerla nel formidabile disco d’esordio “La soluzione”, avevo appena diciassette anni. Un ragazzino a ripensarci adesso, ma con un fuoco dentro e una fame di bella musica difficili da descrivere.
In quel periodo prendevo piena consapevolezza dell’importanza della musica per il mio animo, mi sentivo sempre più attratto da una materia del genere. Comprendevo il suo potere, constatando l’esigenza continua di provare grandi emozioni attraverso l’ascolto di brani vicini ai miei gusti. Quella condizione mi faceva sentire la forte urgenza di “procurarmi” la musica in qualsiasi modo, ad esempio acquistando i dischi, oppure andando ai concerti.
Poiché all’epoca non lavoravo, mi era impossibile uscire di casa per entrare in un negozio e portarmi via pile su pile di cd. Quindi la ricerca della musica che mi intrigava passava anche e soprattutto per la radio e la televisione. E a proposito del piccolo schermo, nella primavera di quell’anno sia Mtv che All Music, i miei due canali preferiti in assoluto, passavano a ripetizione l’incantevole videoclip di Sono qui per questo.
Un lavoro impeccabile, fatto con cura e genialità per rafforzare i contenuti di un brano che, a mio avviso, resta una delle composizioni più belle e ispirate di quello che continuo a considerare un musicista dotato di qualità tecniche sopraffine. Rivedendo oggi il video di Sono qui per questo, con lo sguardo indubbiamente più maturo dovuto all’età e al lavoro che faccio, mi commuovo nel contemplare la bravura del regista e della troupe nello sviluppare un racconto del genere.
Credo sia un grande esempio di professionalità, un prodotto confezionato nel migliore dei modi grazie soprattutto all’impegno, alla passione e all’estro delle tante persone che ci lavorarono. E all’epoca, tra l’altro, si investivano molti soldi per realizzare videoclip: c’era la necessità di creare qualcosa di sorprendente, così da attirare gli spettatori, incollarli allo schermo e permettere al video stesso di essere programmato in continuo, finendo in alta rotazione.
A proposito della canzone Sono qui per questo, quando la risento mi tornano in mente tante immagini di un bellissimo campo scuola a Barcellona.
Era all’incirca la metà di marzo del 2005. Sanremo si era concluso da poco, e in quelle giornate di libertà assoluta e di divertimento smisurato, nella testa riecheggiava questo brano superlativo, caratterizzato da strofe quasi parlate e da un inciso da brividi, intenso, potente e pieno di melodia.
A suo modo, Sono qui per questo fece da colonna sonora a momenti unici e irripetibili. Per questo, dopo vent’anni esatti, il legame con una canzone del genere rimane assolutamente intatto.
Un gioiello di cui non riesco a fare a meno, così come non riesco a fare a meno di andare a rispolverare ciclicamente quel gran disco che è “La soluzione”.
Alessandro
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