“L’isola del tesoro”

Caratterizzato da una trama avvincente, pensato per i ragazzi ma apprezzabile da qualsiasi tipo di lettore, e dotato di una scrittura brillante e di personaggi stupendi, “L’isola del tesoro” (“Treasure Island”) di Robert Louis Stevenson è un testo che mi ha davvero entusiasmato. Nonostante il fatto che sia stato pubblicato quasi centoquarant’anni fa, rimane un lavoro sbalorditivo, sensazionale per quello che racchiude e, di conseguenza, lascia al lettore.
Se la memoria non m’inganna, dovrei averlo letto nel corso dell’estate del 2019. Ricordo di essermi davvero immerso nella lettura, tra l’altro abbastanza rapida grazie al ritmo vivace e ai tanti avvenimenti che scandiscono l’intreccio. Credo che pochi scrittori riescano a far “vedere” come Stevenson: in merito a questo aspetto, mi viene in mente il grandissimo Jules Verne, un altro che con lo splendido “Ventimila leghe sotto i mari” (“Vingt Mille Lieues Sous les Mers: Tour du Monde Sous-Marine”) mi ha fatto perdere la testa, facendomi tornare un ragazzino nello spirito.
Ciò che mi ha stregato de “L’isola del tesoro” sono state soprattutto le descrizioni dei contesti all’interno dei quali, al tempo, Stevenson scelse di sviluppare le varie situazioni. Leggendo certe pagine, soffermandosi su certe frasi, andando avanti riuscivo a immaginare con grande chiarezza quelle spiagge paradisiache e quelle radure piene di vegetazione dove tutto si sussegue con estrema rapidità.
Su Jim Hawkins, narratore della storia a cui capita fortunosamente di ritrovare una vecchia cartina appartenuta in precedenza al Capitano Flint, si potrebbe scrivere di tutto. Stesso discorso per Long John Silver e il dottor David Livesey: tutti personaggi magnifici, singolari e pieni di carisma al tempo stesso.
Mi sento davvero di consigliarlo a chiunque questo romanzo, anche a chi non è più giovanissimo e, ad oggi, legge testi più impegnati, complessi: se liberi dal lavoro, magari in ferie, “L’isola del tesoro” si divora in pochi giorni, pur essendo costituito da non poche pagine: con una semplicità disarmante riesce a trasportare in un’altra dimensione, in un altro mondo. Un autentico gioiello.

Alessandro

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