La grande favola dei Dire Straits…

Il 1977 è un anno molto particolare, pieno di cambiamenti e di novità che investono diversi ambiti. Musicalmente parlando, c’è l’esplosione del punk, pronto a farsi largo quasi ovunque, a partire dall’Inghilterra. Nessuno direbbe mai che una band come i Dire Straits, intenzionati a produrre un rock dolce e raffinato, contaminato con il blues, il country e molto altro, possano emergere in un contesto simile. Eppure le cose vanno proprio in direzione opposta.
Quattro ragazzi, bravi musicisti capaci di tenere i piedi a terra, cominciano a suonare insieme nei primi mesi di quell’anno, per molti indimenticabile. A guidarli c’è un certo Mark Knopfler, nato a Glasgow nel 1949, abile a scrivere, a cantare, a comporre e a suonare la chitarra. In quel di Londra, gli altri tre musicisti coinvolti nel progetto, tra cui suo fratello David, cercano di dare il proprio contributo per donare il giusto vestito a dei pezzi di elevata qualità.
Il complesso in questione cresce con estrema rapidità, e di lì a poco arriveranno i primi live, tuttavia non in grado di radunare eccessivo pubblico, oltre alla prima demo composta, a quanto pare, da cinque pezzi. A livello concertistico, dunque, non c’è, almeno nell’immediato, un boom (la gente è attratta da altri generi, non soltanto il punk). Ma in studio Knopfler e soci sanno farsi valere, e i pezzi che incidono, destinati a finire nell’album d’esordio che uscirà l’anno successivo, vengono notati da un dj di nome Charlie Gillett. Questi, folgorato dalla bellezza e dalla fluidità di alcune canzoni, comincia a passare in radio qualcosa ed è lì che l’attenzione nei confronti dei Dire aumenta in maniera considerevole.
Nel 1978 esce “Dire Straits”, disco impeccabile prodotto da Muff Winwood che, tuttavia, deve farsi strada in un mondo attratto da tanti progetti musicali, molti dei quali di “rottura”. Proprio alla luce di questo, nonostante gli elogi della critica l’accoglienza da parte degli ascoltatori è abbastanza fredda. In ogni caso, il quartetto non demorde e, dopo aver aperto alcuni concerti dei Talking Heads, inizia a lavorare a “Communiqué”, il secondo album.

Il repertorio si amplia, e alle già amate Down to the Waterline, Water of Love, Sultans of Swing e Wild West End si uniscono pezzi destinati a diventare degli evergreen. Quali? Senza dubbio Once Upon a Time in the West e Lady Writer, ma anche Where Do You Think You’re Going? e la title-track. Alla produzione ci sono Barry Beckett e Jerry Wexler, due che sanno il fatto loro. Eppure i nuovi brani ideati da Knopfler sono già validi di loro, quindi bastano giusto un po’ di mestiere e sensibilità per lanciare definitivamente la macchina.
Seguirà un coinvolgimento progressivo da parte del pubblico, sempre più numeroso ai concerti tenuti dai quattro per promuovere un lavoro, “Communiqué”, non troppo diverso dal suo predecessore anche se effettivamente più maturo, grintoso e immediato. Nel 1980, poi, la consacrazione definitiva con l’amatissimo “Making Movies”, il disco in cui trovano posto Tunnel of Love e Romeo and Juliet, così come Skateaway, Expresso Love e Solid Rock.
Insomma, un’avventura sensazionale quella dei Dire Straits, capaci di far registrare grandi numeri fino all’inizio degli anni Novanta. La tecnica chitarristica di Knopfler ha fatto letteralmente scuola, ma anche il sound così intrigante e la scrittura ricercata hanno contribuito a far adorare le canzoni della band a un’infinità di persone sparse in ogni angolo del globo.
Non so dire se, in tal senso, ci sia un segreto. Forse ce ne sono parecchi che hanno permesso al gruppo britannico di esplodere. Al di là di tutto, credo che i Dire abbiano avuto il merito di farsi largo rimanendo coerenti, evitando di strizzare l’occhio alle tendenze che man mano si susseguivano. In più, particolare di non poco conto, hanno lavorato con costanza e professionalità, e il tempo ha finito per dargli ragione. Ciò potrà apparire scontato, ma non è così. Non è affatto così.

Alessandro

No Comments Yet.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *