“Amore di plastica” (Carmen Consoli)

Amore di plastica è stata pubblicata nel 1996, ventidue anni fa. Mi sento male solo al pensiero semplicemente perché stento a credere che sia passato tutto questo tempo. Al di là di ciò, ogni volta che ascolto questo pezzo della grande Carmen vengo assalito dai brividi. Quasi mi commuovo per la bellezza di un ritornello unico, straordinario, liberatorio, sincero e per nulla artefatto, preceduto e seguito da strofe impeccabili.
Risentendo il brano vengo automaticamente catapultato indietro. Rivedo quelle immagini rarefatte, poco definite, in cui un bimbo biondo dai grandi occhi blu, pieno di sogni in testa, si innamorava progressivamente e in maniera incondizionata della musica scoprendo cantanti e gruppi tramite videoclip diffusi da un monitor o attraverso suoni emessi da un qualsiasi stereo. Bei tempi. Quanta bellezza, quanta qualità c’era. Anche una semplice e leggera canzone pop conservava un pizzico di profondità perché scritta comunque con abilità e prodotta con gusto.
Seppur giovanissima, Carmen sapeva già come veicolare al meglio una tecnica impressionante unita ad un’ispirazione non indifferente. Da ricordare poi che il co-autore di Amore di plastica è quel Mario Venuti mai troppo considerato dalla critica per delle qualità uniche in senso musicale, testuale e interpretativo. Canzone eccellente, nessuno potrà mai farmi cambiare idea.

Alessandro

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