“Faccia da jazz”, per ragazzi e non solo

Avvicinarsi ai trent’anni, diventare grandi ha, per assurdo, qualche vantaggio. Quale? Notare che amici di vecchia data cominciano a fare strada, o almeno a togliersi delle soddisfazioni. Un po’ di mesi fa è stato pubblicato per conto dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia “Faccia da jazz”, un romanzo di formazione niente male (chi abita a Roma può trovarlo sugli scaffali della libreria Notebook in viale Pietro De Coubertin, altrimenti c’è il web). L’autore è Gualtiero Titta, scrittore, sceneggiatore e compositore di musiche per film che ho conosciuto nel 2008 all’università. Già, io e Gualtiero abbiamo studiato insieme alla Sapienza per circa cinque anni. E non è tutto: oltre ad aver compiuto il medesimo percorso accademico, laureandoci prima in Letteratura Musica e Spettacolo e poi in Teorie e Tecniche dello Spettacolo, abbiamo discusso la tesi di laurea triennale con lo stesso relatore e nello stesso giorno (19 luglio del 2011 se non vado errato). Insomma, un caro amico.
“Faccia da jazz” è il primo testo rilasciato da Gualtiero e, a dire la verità, sono venuto a conoscenza dell’esistenza del volume in maniera del tutto casuale, poiché oggi ci sentiamo di rado. In pratica è successo che qualche settimana fa sono andato a farmi un giro in rete per avere notizie sul suo conto, e attraverso il motore di ricerca ho appreso che c’era fuori questo libro per ragazzi incluso in una particolare collana denominata I gusci teen. Così ho pensato subito di chiamarlo e di invitarlo negli studi di Roma di Retesole per fare una breve intervista, andata in onda mercoledì nell’edizione delle 20.00 del Tg Lazio. Mi piace l’idea di poter dare visibilità a persone che non solo stimo, ma che reputo preparate nel proprio campo.
Al di là della lettura di “Faccia da jazz” e dell’ascolto di alcune tracce sonore per film e cortometraggi vari, non ho mai avuto modo di buttare un occhio sul materiale scritto nel tempo da Gualtiero, già pronto a sviluppare soggetti e trattamenti tra una sessione d’esami e l’altra. So che adesso ha dei progetti in ballo destinati a concretizzarsi, si spera, tra non molto. Gli auguro tutto il meglio. Intanto consiglio di leggere questa sua opera d’esordio pensata per un pubblico adolescenziale ma, a mio avviso, apprezzabile dai più grandi per validità della trama, efficacia del linguaggio e attualità delle tematiche.

Alessandro

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