The Kills, il lato sexy del rock

Spesso penso a quante dannate band musicali ho conosciuto dall’inizio degli anni Novanta ad oggi. Davvero un’infinità, al punto tale di rischiare di dimenticarmi clamorosamente di particolari progetti per i quali sono proprio impazzito a fasi alterne. Tra questi ci sono pure i The Kills, duo angloamericano composto dal chitarrista Jamie Hince e dalla cantante Alison Mosshart. Ho avuto a che fare con la loro musica per la prima volta nel 2010.
Una sera ero a casa di mio cognato, reduce da un bel po’ di acquisti niente male. In mezzo alla pila di nuovo materiale c’era pure “Midnight Boom”, album pubblicato dal gruppo un paio di anni prima. Chiesi informazioni in proposito e lui assicurò immediatamente che si trattava non solo di un cd coi fiocchi, ma di una formazione importante. In effetti l’ascolto delle prime tracce di quel lavoro mi permise di notare peculiarità di non poco conto: talento, efficacia, potenza, stile. Tempo di aver assimilato bene “Midnight Boom” e cominciai la gradevole ed esaltante scoperta degli altri lp pubblicati in precedenza dalla coppia (l’anno successivo sarebbe uscito invece il favoloso “Blood Pressure”). Mai un pezzo inutile in scaletta, mai una raccolta d’inediti poco ispirata o prevedibile.
La musica dei The Kills è fantastica perché al suo interno tutto si fonde alla perfezione. Alla base c’è una grande familiarità con la scrittura di canzoni orecchiabili ma incisive, poi c’è un modo di comporre che seppur semplice riesce a convincere anche l’ascoltatore più esigente. Se gran parte del merito ce l’ha Hince con i suoi caldi e ipnotici riff, anche la Mosshart non scherza affatto: il suo cantato estremamente sensuale è un tutt’uno con gli intrecci chitarristici concepiti dal collega. Ecco perché mi viene da pensare alla musica dei The Kills come a un qualcosa di travolgente, sexy, eccitante.
Non ho mai avuto il piacere di vederli dal vivo, ma sicuramente su disco hanno un’esperienza, un’abilità che li rende originali e validi nel proprio genere. Un gruppo che non posso non consigliare a chi ama il rock di qualità influenzato dal garage e dal blues.
Ci si sente ragazzi.

Alessandro

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