“Hope That You’ll Stay” (Xavier Rudd)

Sto scrivendo poco ultimamente. Per quanto cerchi di tenere vivo il più possibile questo blog, mi riesce sempre difficile postare cose nuove con continuità, a maggior ragione in queste settimane intensissime a livello lavorativo. Ho diverse situazioni in ballo e mi auguro di poterne parlare in maniera ufficiale a breve. In tutto ciò la mia vita privata è stata meravigliosamente travolta da una persona a cui devo già tantissimo e che spero di avere a lungo al mio fianco.
Tempo da dedicare all’ascolto so ancora come trovarlo, me le invento tutte pur di sentire musica direttamente da uno stereo. Negli ultimi giorni ho ripescato dalla bacheca del soggiorno uno degli album che più ho sentito, esplorato e vissuto dal 2008 ad oggi. Si tratta di “Dark Shades Of Blue”. L’artefice di tale meraviglia si chiama Xavier Rudd. Australiano, polistrumentista, eccellente vocalist e strepitoso songwriter. Non posso dimenticare le emozioni provate quella sera di luglio di nove anni fa quando lo vidi dal vivo all’Ippodromo delle Capannelle (apriva il concerto di Ben Harper & The Innocent Criminals).
Una montagna di gingilli davanti a lui e giusto un batterista on stage. Suoni devastanti, pezzi profondi e di una potenza indescrivibile. Di lì a poco sarebbe uscito il fantastico “Dark Shades Of Blue”, da me acquistato presso la Feltrinelli di via Giulio Cesare, qui a Roma. A mio avviso è la sua opera migliore. Ha delle atmosfere favolose e l’esecuzione delle tracce tocca dei punti altissimi.
Secondo me Hope That You’ll Stay è un componimento magistrale. Ce ne sono altri sullo stesso livello nella raccolta, ma una song del genere sintetizza in pochi minuti il suono generale del cd. Hope That You’ll Stay: un messaggio che rivolgo a chi ora mi è accanto e spero ci resti.
A presto e grazie a tutti voi che passate da queste parti.

Alessandro

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